AGRITURISMI, VIA LIBERA A NUOVO REGOLAMENTO PER AIUTARE LE STRUTTURE NELLA RIPARTENZA

23 giugno 2020

Anche gli agriturismi della Lombardia, a seguito dell’emergenza sanitaria e al conseguente lockdown, stanno vivendo una crisi senza precedenti. Per aiutarli nella fase di ripresa, Regione Lombardia ha approvato il nuovo regolamento che punta a valorizzare le 1.668 strutture della Lombardia, che rappresentano un’eccellenza per la qualità dei prodotti proposti. Semplificazione è la parola d’ordine per ripartire, insieme a promozione, che sarà messa in atto grazie a una campagna comunicativa per attirare il maggior numero di turisti a passare le vacanze in queste meravigliose strutture”. Lo annuncia Giovanni Malanchini, Consigliere segretario dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale della Lombardia e relatore della legge sugli agriturismi approvata lo scorso anno.
“Con il nuovo regolamento – spiega – oltre a consentire in modo permanente asporto e consegne a domicilio, introduciamo  la possibilità di organizzare campi vacanze e attività giornaliere di gioco come Cre e Grest, riduciamo da 60 a 15 giorni i termini per il rilascio del nuovo certificato di connessione nei casi di procedure di esproprio e il certificato di connessione diventa senza limiti di durata, salvo modifiche nell'assetto aziendale”. Ma non solo: “Il nuovo regolamento prevede anche la somministrazione dei pasti, nel limite di venti giornate all'anno, anche nei giorni di apertura non previsti dal certificato di connessione. Con la legge approvata a giugno dello scorso anno si è stabilito che negli agriturismi lombardi siano serviti prodotti provenienti dal territorio lombardo in misura superiore o uguale all'80% del totale. In questa fase critica abbiamo ritenuto opportuno, senza tuttavia contravvenire allo spirito della legge che è quello di valorizzare  la filiera dei prodotti regionali e di alzare anche il livello dei servizi, far rientrare in questo parametro i prodotti lombardi con marchio Dop, Igp, Igt, Doc e Docg provenienti anche non direttamente da aziende agricole, visto che la loro territorialità è già certificata”. “Un’altra novità – sottolinea – riguarda l’ippoturismo, con l’eliminazione del limite  al numero dei cavalli e il via libera alle lezioni di formazione minima di base dell'equitazione ai fruitori”.

 

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