LEGGE DI SEMPLIFICAZIONE, IN LOMBARDIA MENO BUROCRAZIA PER CACCIA E AGRICOLTURA

30 aprile 2020

Via libera in Commissione Agricoltura alla Legge di revisione e semplificazione 2020. Nel merito è intervenuto il Consigliere regionale Giovanni Malanchini (Lega), firmatario di alcuni emendamenti al provvedimento. “La mia attenzione e quella del Gruppo Lega si sono concentrate a tutto campo sulle tematiche relative al mondo dell’agricoltura, con particolare attenzione agli agriturismi e alla caccia. Le aziende agrituristiche in questo momento stanno soffrendo della congiuntura negativa dovuta all’emergenza Covid 19, pertanto gli emendamenti approvati in Commissione VIII puntano soprattutto a consentire agli stessi di effettuare la consegna di cibi a domicilio e da asporto e la possibilità di servire un numero di pasti maggiore, anche con semplificazioni di carattere burocratico quali l’eliminazione dell’obbligo di essere iscritti al registro regionali degli operatori agrituristici prima di presentare la segnalazione per l’inizio dell’attività. Con un mio specifico emendamento, si impegnano le stazioni appaltanti nelle gare pubbliche delle mense scolastiche e delle strutture sanitarie a valorizzare i prodotti della filiera corta e del territorio”.


“Sono stati, inoltre, presentati degli emendamenti per sostenere e tutelare un comparto fondamentale sia per la natura sia per l’agricoltura, cioè l’apicoltura, nonché – spiega - per favorire l’impianto di specie vegetali utili alle api ed alla fauna selvatica. Per quanto riguarda la gestione della caccia, ho presentato degli emendamenti che puntano ad una riscrittura organica della normativa per l’ammissione dei cacciatori agli ambiti territoriali e ai comprensori alpini di caccia. L’attuale era ormai il frutto di una serie di rimaneggiamenti, con questo l’emendamento si avrà una stesura più lineare”.


Gli altri emendamenti vanno nella direzione di consentire una miglior gestione faunistico venatorio di specie problematiche come il cinghiale. “Nello specifico – dichiara Malanchini – si consente la caccia al cinghiale ad un numero maggiore di cacciatori. Inoltre, si autorizza la conservazione della struttura degli appostamenti fissi alla scadenza dell’autorizzazione, l’obbligo di indossare un giubbino ad alta visibilità per coloro che effettuano la caccia agli ungulati e agli agenti volontari di vigilanza, la caccia alla beccaccia nel mese di gennaio nei territori di pianura, nonché delle disposizioni sanzionatorie ad ulteriore tutela della fauna selvatica stanziale nel mese di gennaio, particolarmente delicato dal punto di vista della gestione venatoria. L’unico neo, appreso dagli organi di stampa, è la presentazione da parte di una consigliera di maggioranza di emendamenti che pare non siano stati concordati con le associazioni venatorie, che li hanno bollati addirittura come ostili. Come maggioranza auspichiamo che questi episodi non si ripetano. La Lega è arrivata ad elaborare queste proposte grazie al confronto con le associazioni dei cacciatori, che non mi stancherò mai di ripeterlo sono le vere sentinelle dell’ambiente”.

 

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