MUSEO DEL BURATTINO DI BERGAMO, MASSIMO SOSTEGNO DA REGIONE LOMBARDIA PER RICONOSCIMENTO UFFICIALE

4 marzo 2021

“Oggi è un giorno felice per tutti i bergamaschi e i lombardi. Abbiamo creduto da subito a questo progetto e abbiamo tutte le intenzioni di continuare a sostenerlo in maniera convinta, in attesa che questa istituzione entri a pieno titolo nel circuito dei Musei riconosciuti ufficialmente da Regione Lombardia e possa avere così accesso a tutti i bandi e le iniziative che dedichiamo alla valorizzazione del sistema culturale del territorio lombardo”.

Lo ha dichiarato oggi Giovanni Malanchini, Consigliere segretario dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale della Lombardia, in occasione della riapertura del Museo del Burattino di Bergamo e della concomitante presentazione della mostra “Viaggio in Occidente”, dedicata alla tradizione cinese delle marionette attraverso la collezione Pasotti.


“Se la Lombardia aspettava da tempo un'impresa come quella del Museo del Burattino, nessuna città lombarda era più degna di ospitarla di Bergamo, che può vantare una tradizione secolare nel teatro di figura, illustre non solo in Italia ma in tutta Europa, se è vero – solo per fare un esempio - che la carriera teatrale della maschera forse più famosa al mondo Arlecchino è nata a metà del 500 proprio grazie a un attore Bergamasco noto come Zan Ganassa, che ha portato la commedia dell'arte fino in Spagna e in Francia – ha aggiunto Malanchini – Da parte sua Regione continuerà a sostenre questa impresa, come sta facendo grazie ai PIC, i Piani Integrati della Cultura, grazie ai quali anche il Museo del Burattino godrà nei prossimi due anni del sostegno finanziario per ampliarsi, per migliorare, e per continuare in una serie di attività meritevoli: non solo la conservazione del patrimonio del Museo e della fondazione Ravasio, ma anche la sua catalogazione, e ancor più potrà dare vita a tutta una serie di iniziative di diffusione di  questo patrimonio tra il grande pubblico, spesso ignaro dello spessore e dello splendore della tradizione bergamasca nel teatro di figura”.

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