OLTRE 33 MILIONI DI AIUTI ALLE IMPRESE TURISTICHE

28 settembre 2021

FONTE: L'ECO DI BERGAMO
Il comparto neve lombardo, e quindi anche quello bergamasco, duramente colpito dalle restrizioni causate dalla pandemia, inizia a intravedere l’arrivo dei ristori tanto necessari alla ripartenza. Dopo l’approvazione in Giunta regionale del decreto per l'erogazione di oltre 6 milioni di euro di indennizzi a favore dei maestri e delle scuole di sci penalizzati dai provvedimenti per contrastare la diffusione del Covid-19, ieri si è registrato un altro passo verso nuove erogazioni. La Giunta lombarda, infatti, su proposta dell'assessore agli Enti locali, montagna e piccoli Comuni, Massimo Sertori, di concerto con l'assessore al Turismo, marketing territoriale moda, Lara Magoni, ha approvato i criteri e le modalità di assegnazione dei 33,8 milioni di indennizzi statali a sostegno delle imprese turistiche ubicate all'interno dei comprensori sciistici danneggiate nella stagione invernale 2020/2021 dai provvedimenti connessi all'emergenza sanitaria. «Dapprima - dice Massimo Sertori con la delibera dei maestri di sci, ora con quella delle imprese turistiche e a breve con l'erogazione degli indennizzi agli impianti di risalita, l'obiettivo è di fornire i giusti ristori agli operatori prima di affrontare la nuova stagione turistica invernale». «La montagna è fondamentale per il rilancio turistico ed economico della Lombardia e ristori sono segnali di speranza per centinaia di famiglie - spiega Magoni - in lockdown lavorativo praticamente da due stagioni invernali. È una notizia positiva». Le imprese beneficiarie della misura sono le attività attive con sede operativa nei comprensori sciistici definiti il giugno scorso. 58 Comuni lombardi in 7 province. Nella bergamasca: Branzi, Carona, Castione della Presolana, Colere, Costa Valle Imagna, Cusio, Foppolo, Gandino, Gromo, Mezzoldo, Moio de' Calvi, Oltre il Colle, Piazzatorre, Rogno, Ronco- bello, Schilpario, Selvino, Songavazzo, Valleve, Valtorta, Vilminore di Scalve, Valbondione. Imprese che hanno registrato un calo del fatturato pari almeno al 30% tra il 1º novembre 2020 e il 30 aprile 2021 rispetto al medesimo periodo della stagione sciistica 2018- 2019. Per le imprese non attive nel 2018, requisito di ammissibilità è l'iscrizione presso il registro delle imprese con stato attivo a partire dal 1° gennaio 2019. «Si tratta di un grande risultato - afferma il consigliere regionale Giovanni Malanchini, segretario dell'Ufficio di presidenza del Consiglio lombardo -,reso possibile anche grazie all'ottima sinergia con i sindaci e le associazioni di categoria che hanno trovato in Regione Lombardia grande attenzione per le loro esigenze». l valore del contributo per le attività ricettive sarà modulato in base alle differenti tipologie di strutture alberghiere ed extra alberghiere, alle relative caratteristiche dimensionali (numero di posti letto), alla capacità ricettiva e alla categoria (classificazione). L'indennizzo può variare da un minimo di 15 mila euro fino a un massimo di 50 mila euro. Nel restante settore relativo all'erogazione dei servizi, l’indennizzo varia dai 5 agli 8 mila euro, «La notizia è sicuramente positiva - aggiunge Gloria Carletti, sindaca di Foppolo anche se un po' tardiva se si pensa che la chiusura definitiva è del 14 febbraio. Tante attività sono in difficoltà e questi ristori serviranno per approcciarsi alla prossima stagione invernale». «Fa sicuramente piacere che ci sia finalmente attenzione alle attività della montagna duramente penalizzate - concorda Sara Riva, sindaco di Gromo -. Bisogna capire ora l'importo di ogni singolo contributo». Importo che tutti sperano sia sufficiente ad aiutare ogni singola attività in difficoltà «Siamo soddisfatti per la sensibilità mostrata per Comuni montani - conclude Marco Pizio, sindaco di Schilpario-. Le nostre attività sicuramente usufruiranno a pieno di questa misura, ma si tratta di capire chi potrà accedervi, perché, per esperienza, il requisito del calo del fatturato pari almeno al 30% è, tradotto in perdite, una cifra davvero importante che significherebbe la morte e la chiusura dell'attività. Noi stessi abbiamo fatto un bando comunale simile utilizzando la soglia del 20% e abbiamo capito che già il 20% è alto».

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