IL NUTRISCORE BOCCIA ANCHE IL VINO ITALIANO: DECISIONE PRIVA DI FONDAMENTO

Aggiornamento: 10 feb

“Il Nutriscore si conferma un sistema sbagliato e scorretto sotto a ogni punto di vista e, a ben vedere, rischia di essere nient’altro che un grimaldello in mano alle multinazionali alimentari per scardinare tradizioni e culture gastronomiche millenarie e per devastare interi comparti economici e produttivi, in questo caso il mondo del vitivinicolo, italiano e non solo. Se qualcuno aveva ancora dubbi in proposito, l’ultima ‘sparata’ dei suoi ideatori che vorrebbero classificare ogni tipo di bevanda alcolica con il bollino nero è qui a dimostrarne la totale inaffidabilità e ancor più la sua pericolosità, perché confonde in maniera subdola la ‘quantità’ di macronutrienti presenti in un cibo o in una bevanda con la sua ‘qualità’”. Così il consigliere regionale Giovanni Malanchini, responsabile del Dipartimento Agricoltura della Lega in Lombardia, commenta le ultime notizie uscite sul “Nutriscore”.

“Ben altro si può e si deve fare per tutelare i consumatori e, dal canto suo, Regione Lombardia sta già sperimentando da due anni un metodo di certificazione dei prodotti innovativo basato sulla ‘blockchain’, grazie ad una risoluzione della quale sono relatore. Si tratta di un progetto sperimentale di certificazione dei prodotti, non solo di quelli finali destinati al consumo, ma anche di tutti i processi, le pratiche e gli interventi che rendono l’agroalimentare lombardo e italiano un’eccellenza mondiale - aggiunge Malanchini - Insomma, una certificazione di tutto quello che può garantire la sicurezza e la tutela necessarie al consumatore, il vero depositario di questo progetto, attraverso la promozione dei prodotti agroalimentari da un lato e la certificazione dei processi che si nascondono dietro la promozione dall’altro”.

“Le frodi a livello internazionale ai danni dei nostri prodotti enogastronomici e gli attacchi frontali sempre più frequenti contro il comparto agroalimentare potrebbero essere contrastate efficacemente grazie alla ‘blockchain’, che in questo senso può rappresentare uno strumento straordinario per consentire al consumatore di seguire, passo passo e con la massima affidabilità, tutto il percorso di produzione alimentare”, conclude Malanchini.




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